GAMBARELLI, ADICONSUM: “IL COMUNE APRA UN TAVOLO CON LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI PER AIUTARE CHI NON CE LA FA”.

La crisi energetica avrà presto ripercussioni pesantissime sui consumatori milanesi, soprattutto sulle famiglie monoreddito. Il balzo dei prezzi al dettaglio per l’alto tasso di inflazione, le tariffe energetiche di luce e gas (sostanzialmente triplicate) e il rischio di una nuova recessione nei settori industriali e dei servizi, con il possibile ricorso alla cassa integrazione, faranno precipitare molti cittadini in una condizione di sovra indebitamento. Il milanese non sarà esente da questa difficile situazione, in particolare nelle zone periferiche già esposte al “fenomeno povertà”.

Nel 2020 una famiglia media italiana spendeva 800 euro per il gas e 550 euro per la luce, per un totale di 1.350 euro. Nel 2021, a causa dei forti aumenti scattati dall’ultimo trimestre dell’anno, la bolletta del gas aveva raggiunto i 1.170 euro, 810 euro quella della luce, per un totale di 1.980 euro. Nel 2022, per effetto dei rincari delle tariffe e nonostante le misure adottate dal Governo, la spesa complessiva per l'energia è salita a 2.550 euro: 1.510 euro per il gas, 1.040 euro per la luce. In sostanza dal 2020 ad oggi le famiglie hanno sostenuto un incremento dei costi energetici pari al 92%, un valore che potrebbe aumentare ad ottobre, quando Arera renderà noti gli aggiornamenti delle tariffe per l'ultimo periodo dell'anno.

Adiconsum Milano ha raccolto molte segnalazioni di mancato pagamento delle fatture da parte degli utenti, soprattutto tra i grandi insediamenti di edilizia popolare, come conseguenza dell’aumento spropositato delle bollette. Una crescita insostenibile per una fascia di popolazione già provata da preoccupanti situazioni di disagio e sovra esposizione finanziaria.

“A nostro avviso – osserva Christian Gambarelli, presidente di Adiconsum Milano – sarebbe utile se il Comune aprisse un tavolo di concertazione con le associazioni dei consumatori e i gestori energetici, a partire dalle società partecipate, per individuare una strategia che eviti l’ulteriore aggravarsi della situazione, trovando anche risoluzioni bonarie e sostenibili per le già tante situazioni di morosità in essere. Servirebbe inoltre la definizione di un fondo ad hoc finalizzato alla costituzione delle comunità energetiche che, in tempi molto rapidi, potrebbero alleggerire e compensare moltissimo il fabbisogno di tanti quartieri popolosi dell’area metropolitana.

Quest’ultima iniziativa coglierebbe la necessità della transizione green, oltre ad essere compatibile con una strategia importante di equità sociale”. Secondo l’associazione dei consumatori della Cisl è preoccupante la ripercussione che l’adeguamento al mercato delle tariffe potrebbe avere sull’ultimo trimestre 2022 e sul primo trimestre 2023, ovvero sui mesi in cui l’utilizzo del riscaldamento aumenterà. Se dovessero essere confermate le proiezioni dell’incremento delle tariffe, con picchi che arriverebbero addirittura al 300%, la spesa a famiglia diventerebbe superiore ai 5.000 euro annui.

Adiconsum sollecita il Governo a predisporre una vasta campagna informativa tra i cittadini sulle possibili azioni per ridurre gli sprechi energetici e spingere i gestori alla massima trasparenza nella comunicazione in tempo reale degli aumenti dei prezzi delle tariffe.